L’aperitivo è una bevanda alcolica o analcolica che si beve prima dei pasti per stimolare l’appetito. Può essere un cocktail o una bevanda non miscelata accompagnata o meno da stuzzichini. Molti aperitivi, come ad esempio il negroni, sono compresi nella lista della International Bartender Association (Wikipedia). 

L’aperitivo recupera cosi l suo significato più autentico, quello di bevanda, in genere alcolica ma anche analcolica, concepita per stimolare l’appetito da accompagnare con il giusto stuzzichino. Una formula in perfetto stile italiano, con la particolarità di quel “buon vivere” con cui tutto il mondo ci riconosce. Soprattutto, una formula vincente che dall’Italia va imponendosi anche sulla scena bar internazionale.

Da cosa proviene, vi chiederete voi, questo bizzarro significato? Eccovi accontentati: nel IV secolo a.C. il medico greco Ippocrate scoprì che, per alleviare i disturbi di inappetenza dei suoi pazienti, bastava somministrare loro una bevanda dal sapore piuttosto amaro, a base di vino bianco, fiori di dittamo, assenzio e ruta, e che a quanto pare aveva incredibili effetti benefici.

Ma la storia ‘moderna’ dell’aperitivo, come oggi lo conosciamo, è come momento sociale e non come ‘cura’. Questo iniziò qualche secolo più tardi, precisamente a Torino nel 1786. In una piccola bottega di liquori, il gestore Antonio Benedetto Carpano diede vita a quella che divenne poi la bevanda da aperitivo per eccellenza: il Vermouth, un delizioso vino aromatizzato con china, che di lì a poco avrebbe conquistato l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele II. Fu proprio quest’ultimo, infatti, a nominare il Vermouth con China Carpano, ribattezzato poi Punt e Mes (per quel suo “punto e mezzo” di amaro in più), l’aperitivo Ufficiale di Corte, come bicchierino da bere prima di mettersi a tavola, proprio per mangiare con più gusto. Da quel momento in poi il successo era scontato: la bevanda di Carpano si diffuse per tutti i caffè della città sabauda, accompagnato da stuzzichini a base di prodotti tipici piemontesi come formaggi, salumi e l’immancabile bagna càuda.